Storia dell’approccio strategico

.La Terapia Breve Strategica® ha rappresentato una sorta di rivoluzione copernicana nel campo della psicoterapia orientando l’intervento terapeutico verso la effettiva e rapida soluzione delle problematiche presentate dai pazienti, dimostrando che, anche se i problemi e le sofferenze umane possono essere estremamente persistenti, complicate e sofferte, non necessariamente richiedono le soluzioni ugualmente prolungate nel tempo e complicate.

L’approccio strategico ai problemi personali e interpersonali affonda le sue radici nel «costruttivismo radicale»: approccio di pensiero basato su una irriducibile elasticità che nega qualunque forma di «assoluto» o di «verità» indiscutibile.

I precursori di tale stile di pensiero possiamo trovarli nell’ambito della filosofia greca (presocratici, sofisti, Epicuro) così come nel mondo orientale (alcuni dettami comportamentali del Buddismo e dello Zen).

Saltando temporalmente ad epoche a noi più recenti, troviamo come l’approccio strategico abbia preso avvio dalle applicazioni specifiche al campo dei disturbi psichici e comportamentali del pensiero «strategico» o «costruttivista»  relativo alla natura ed ai suoi problemi.

Trae le sue origini dalla teoria della comunicazione di Gregory Bateson; dagli sviluppi costruttivisti dell’epistemologia cibernetica, maturati da Heinz von Foester ed Ernst von Glasersfeld; dagli studi di Milton Erickson sulla suggestione ipnotica.

Nei tempi più recenti si deve alla feconda tradizione della Scuola di Palo Alto (Mental Research Institute-MRI)  la formulazione del modello di Terapia Breve. Negli anni ’70, infatti, il gruppo del MRI presentò alla comunità dei terapeuti i risultati del progetto “Brief Therapy Center” (Watzlawick, Weakland, Fisch 1974 – Weakland et alt. 1974).

Si deve poi a Paul Watzlawick  l’opera di approfondimento e di sistematizzazione dei principi teorico-applicativi della comunicazione nei suoi aspetti pragmatici e terapeutici (Pragmatica della comunicazione umana, 1971).

Innovativo è stato il contributo portato da Giorgio Nardone, che da  più di venti anni si occupa della messa a punto di specifici protocolli di intervento per specifici problemi clinici (fobie, ossessioni, disordini alimentari, disturbi depressivi, etc.) mediante una rigorosa procedura di ricerca empirico-sperimentale nota come “ricerca-intervento”.

La ricerca e la pratica clinica condotte presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo hanno consentito un aumento significativo dell’efficacia e dell’efficienza degli interventi terapeutici, rappresentando un punto di riferimento imprescindibile nel campo della psicoterapia.

Questo modello evoluto di terapia è stato esposto dettagliatamente dallo stesso Giorgio Nardone e dai suoi collaboratori in numerose opere, tradotte nelle principali lingue in tutto il mondo.