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marcopagliai psicologo-psicoterapeuta vicenza verona

Laureato in Psicologia  all’Università degli Studi di Padova ed iscritto all’Albo dell’Ordine degli Psicologi del Veneto con il nr. 4920 abilitato all’esercizio della Psicoterapia (art. 3 L.56/89). Specializzato in Psicoterapia Breve Strategica è Psicoterapeuta ufficiale e Supervisore clinico del Centro di Terapia Strategica S.r.L. diretto dal Prof. Giorgio Nardone. Perfezionatosi, sempre sotto la diretta supervisione del prof. Nardone, in ipnosi strategica, ha poi conseguito il Master in Comunicazione strategica, coaching, problem solving e scienza della performance. Professionista Sanitario Esperto in Induzione Ipnotica formato all’Accademia Italiana di Ipnosi Medica Rapida del dr. G. Regaldo. Formatore qualificato e docente per i progetti di formazione del Centro di Terapia Breve Strategica di Arezzo, insegna ai Master in Psicologia clinica strategica in varie sedi in Italia e all’estero; dal 2017 Coordinatore didattico del Master in Psicologia clinica Strategica sede di Padova.

marco pagliai psicoterapeuta ufficiale cts

 

Da più di 10 anni collabora in qualità di Psicologo-Psicoterapeuta con l’Unità Operativa Età Evolutiva dell’Azienda Ulss n.5 “Ovest Vicentino” – Arzignano (VI), oggi Azienda Ulss8 – Berica, Vicenza.

Nel suo studio svolge attività di formazione, coaching, psicoterapia a orientamento strategico individuale, di coppia e familiare.

Riceve su appuntamento a Vicenza in contrà Santa Corona e presso i centri MEDICA GROUP di Montecchio Maggiore (VI) e CENTRO MEDICO EST di San Bonifacio (VR).

Ha realizzato numerosi incontri di formazione/divulgazione per insegnanti e genitori tra cui:

  • Cambiare per crescerli: dalle “migliori intenzioni” alle soluzioni più efficaci” incontri rivolti a genitori di bambini della scuola dell’infanzia per il sostegno alla genitorialità
  • Parent Training: oltre 25 corsi di formazione per genitori di bambini frequentanti la Scuola dell’Infanzia e genitori di ragazzi con difficoltà dell’attenzione/attività
  • formazione insegnanti sui Disturbi del comportamento in collaborazione con il Gruppo Interistituzionale Disturbi del Comportamento (GIDC) e il Servizio Disturbi Comportamento (SeDICO) di Vicenza .

Membro del Brief Strategic & Systemic Therapy World Network.

 

 

Dove

Svolge la libera professione e riceve su appuntamento presso gli studi di:

VICENZA CENTRO
contrà Santa Corona, 13

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San Bonifacio (VERONA)

san bonifacio

Centro Medico EST SRL:

piazza della Costituzione, 14 – 37047 San Bonifacio (VERONA)

est

Montecchio Maggiore (VICENZA)

montecchio
Medica Group SRL:
via Leonardo Da Vinci, 41 – Montecchio Maggiore (VICENZA)

Modello di riferimento

L’approccio breve strategico alla terapia è evidence based (Szapocznik et al., 2008, Castelnuovo et al., 2010, Gibson et al., 2016, Lock, 2002, 2009, 2010, Nardone, Salvini, 2013, Robin et. al., 1994, 1999) ed è riconosciuto come best practice per alcune importanti psicopatologie: disturbo ossessivo compulsivo, binge eating, anoressia giovanile, attacchi di panico, violenze familiari e comportamenti antisociali.

Terapia Breve Strategica: può essere definita come “l’arte di risolvere complicati problemi umani mediante soluzioni “apparentemente” semplici“.

Problemi e sofferenze umane in apparenza complessi e persistenti da anni non richiedono necessariamente soluzioni altrettanto lunghe e complicate, immaginate spesso come un lungo e faticoso viaggio nel passato alla ricerca delle cause del proprio malessere.

Obiettivo primo di un terapeuta strategico è quello di risolvere rapidamente problemi e disturbi che possono diventare invadenti ed invalidanti non solo per il paziente che ne soffre, ma anche per coloro che gli stanno accanto.

Fin dal primo incontro con il paziente il modello è orientato al cambiamento, non si utilizza, infatti, una procedura classica di diagnosi bensì una tecnica evoluta di diagnosi-intervento: il dialogo strategico. Questo protocollo per condurre il primo colloquio permette di trasformare, attraverso una sequenza di specifiche tecniche (domande strategiche, parafrasi ristrutturanti, formule evocative e le finali prescrizioni), in un processo di ricerca-intervento che conduce paziente e terapeuta alla scoperta congiunta del “come” il problema funziona e del “come” può essere risolto. Sulla base di ciò, alla fine della prima seduta vengono prescritte le indicazioni terapeutiche calzanti al disturbo presentato. Al successivo colloquio verranno valutati gli effetti prodotti sia dal dialogo terapeutico che dalle prescrizioni da mettere in atto. A seconda degli esiti si procede alle fasi successive del modello se questi sono stati positivi, altrimenti si analizza ciò che non ha funzionato, riaggiustando il tiro della terapia sulla base delle risposte alle manovre applicate.

Il focus di una psicoterapia breve strategica è la ristrutturazione e il cambiamento delle percezioni rigide del paziente che inducono alle sue reazioni patologiche. Per realizzare ciò, l’intervento è orientato a interrompere il circolo vizioso tra i tentativi di soluzione fallimentari messi in atto dal paziente che alimentano il disturbo e la sua persistenza sostenuta proprio da tali controproducenti reazioni. Pertanto si dovranno sostituire le disfunzionali “tentate soluzioni” con altre in grado di rompere l’equilibrio patologico e trasformarle in sane e funzionali.

 L’approccio strategico alla psicoterapia rappresenta quindi una prospettiva rivoluzionaria rispetto alle forme convenzionali di intervento psicoterapeutico, muovendo da una complessa e avanzata teoria di base e, nel contempo, avvalendosi di una rigorosa metodologia di ricerca empirico-sperimentale nota come ricerca-intervento.

Il modello si distingue rispetto alle forme tradizionali di intervento psicologico per:

  • efficacia: 86% casi risolti (Nardone G., Balbi E. – 2008);
  • rapidità: risoluzione dei problemi con una media di 7 sedute;
  • modalità: si interviene sul problema, sul “come funziona” piuttosto che sul “perché esiste“, sulla ricerca delle “soluzioni” piuttosto che delle “cause“;
  • mantenimento del cambiamento nel tempo.

L’intervento, quindi, è breve e focale (intendendo per “breve” al di sotto delle 20 sedute) e si preoccupa di estinguere i sintomi invalidanti per i quali la persona è venuta in terapia e di produrre un cambiamento/ristrutturazione delle modalità attraverso la quale questa costruisce la propria realtà personale e interpersonale, al fine di apprendere e infine acquisire un nuovo equilibrio che le consenta non più di subire, bensì di gestire la propria realtà.

“Una teconologia abbastanza evoluta nei suoi effetti non è dissimile da una magia.” (Clarke)

Risultati di efficacia ed efficienza

Dai risultati si evidenzia come gli esiti positivi dell’applicazione del modello si attestano sul 88% dei casi trattati con efficacia ancora più elevata per i disturbi fobici-ossessivi dove raggiunge il 95%.
L’efficienza relativa alla completa guarigione dal disturbo (che include tre incontri di follow-up) si attesta su una media di 7 sedute per l’intero trattamento. Se invece consideriamo l’azzeramento del disturbo invalidante, ovvero lo sblocco della sintomatologia, nella totalità del campione si è realizzato entro le prime 4 sedute, ovvero a 2/3 mesi dall’inizio della terapia.

Risultati di efficacia dei protocolli di trattamento:

Disturbi fobici e ansiosi (95% dei casi)
Disturbi ossessivi e ossessivo-compulsivi (89% dei casi)
Disordini alimentari (83% dei casi)
Disfunzioni sessuali (91% dei casi)
Disturbi dell’umore (82% dei casi)
Disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza (82% dei casi)
Disturbi legati alla dipendenza da internet (80% dei casi)
Presunte psicosi, disturbo borderline e di personalità (77% dei casi)

Come si può può ben intendere, il fatto che le psicopatologie possano essere decisamente sofferte e persistenti da anni non significa che la terapia debba essere altrettanto sofferta e prolungata nel tempo. Parafrasando le parole di William Shakespeare mi piace ricordare che “non c’è notte che non veda il giorno”.

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